Co-progettazione e progettazione partecipativa per la rigenerazione urbana
Un approccio aperto e condiviso, basato sul dialogo tra cittadini, enti pubblici e professionisti.
La progettazione partecipativa nasce nel 1946 grazie a Kurt Lewin, pioniere della “ricerca-azione”. Questo metodo è oggi centrale in numerosi progetti di rigenerazione urbana, poiché consente un coinvolgimento attivo della comunità e una pianificazione condivisa. La co-progettazione urbana è un processo collaborativo che coinvolge diversi attori — cittadini, pubblica amministrazione, professionisti e stakeholder privati — per realizzare progetti più inclusivi e sostenibili.
Co-progettazione per la rigenerazione urbana: perché è importante?
Nell’ambito delle politiche urbane contemporanee, la rigenerazione partecipata rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere città più resilienti, inclusive e sostenibili. La partecipazione attiva dei cittadini permette di affrontare sfide complesse con soluzioni concrete, basate sui reali bisogni della comunità locale.
Le principali metodologie di co-progettazione
Le metodologie più efficaci per la co-progettazione urbana includono:
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Design Thinking: approccio creativo al problem solving, con focus su empatia, ideazione e test.
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Urban Living Labs: spazi di sperimentazione urbana in cui cittadini, aziende e ricercatori collaborano in tempo reale.
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Citizen Assemblies: assemblee pubbliche dove i cittadini deliberano su temi di interesse comune.
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Bilancio Partecipativo (Participatory Budgeting): i cittadini decidono come investire parte del budget comunale.
Strumenti operativi per la co-progettazione
Chi lavora nel campo della rigenerazione urbana dispone di vari strumenti partecipativi, tra cui:
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Piattaforme digitali per la consultazione pubblica e l’interazione online
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Workshop e laboratori partecipativi per la co-creazione di idee
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Mappe interattive per comprendere il contesto territoriale
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Sondaggi e questionari per raccogliere dati e opinioni
Esperienze professionali nella co-progettazione
Ho avuto il privilegio di prendere parte (e a volte guidare) diversi processi partecipativi, sia a scala urbana che architettonica.
Un caso emblematico è stato nel 2010 a Constitución, Cile, dopo il devastante terremoto e tsunami. Come membro del team internazionale di Arup in collaborazione con ELEMENTAL, abbiamo attivato una struttura temporanea — la Casa Abierta — nel cuore della città, dove cittadini e istituzioni si incontravano per definire insieme i criteri della ricostruzione. Questo processo ha portato alla nascita del PRES – Plan de Reconstrucción Sustentable. Informazioni QUI.
In un altro progetto strategico con Arup, ho coordinato il percorso partecipativo per la città di Padova all’interno del programma europeo ICC – Intelligent Cities Challenge. Il lavoro ha coinvolto il Comune, l’Università, la Camera di Commercio e altri partner per costruire una visione smart, inclusiva e resiliente della città. Informazioni QUI.
In contesti più locali, ho accompagnato diversi piccoli comuni italiani (in Sicilia e Lombardia) nella definizione di strategie di rigenerazione socio-economica e territoriale, con un approccio laboratoriale basato su sopralluoghi, incontri e workshop con i cittadini e stakeholder locali. Informazioni QUI.
Un approccio progettuale fondato sulla partecipazione
L’ascolto attivo, la condivisione di obiettivi, la lettura del contesto senza pregiudizi sono i pilastri del mio metodo di lavoro. La partecipazione non è solo uno strumento progettuale, ma una filosofia operativa con cui affronto ogni sfida architettonica e urbana.


