Lorenzo Reina, artista visionario e creatore del teatro Andromeda è scomparso prematuramente all’età di 65 anni a Santo Stefano Quisquina, paese tra le montagne della Sicilia sicana.
A fine agosto 2025 ho avuto il piacere di tornare a Intermesoli di Pietracamela, in Abruzzo, per vedere da vicino un progetto che ho seguito con passione: la rigenerazione urbana e architettonica di alcune aree del borgo, tra cui l’ex scuola del paese, oggi sede di una nuova attività economica.
Spopolamento, crisi economica, dissesto territoriale: da decenni, molte aree interne e marginali del nostro Paese affrontano sfide comuni. Eppure, è proprio da questi “mondi minori” che può nascere una parte importante del nostro futuro sostenibile.
L’Assessorato regionale al Turismo della Sicilia ha avviato un nuovo bando da 135 milioni di euro destinato a migliorare l’accoglienza turistica e promuovere la riqualificazione delle strutture ricettive. Le risorse, provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, sono rivolte a micro, piccole, medie e grandi imprese del settore turistico, tra cui hotel, B&B, campeggi, case vacanze, rifugi e ostelli.
Nel contesto dell’architettura contemporanea, recuperare il costruito rappresenta una scelta strategica e sostenibile. Riqualificare edifici esistenti, invece di demolire e ricostruire, consente di valorizzare il patrimonio edilizio, ridurre l’impatto ambientale e generare nuovi spazi con un’identità forte e riconoscibile.
La progettazione partecipativa nasce nel 1946 grazie a Kurt Lewin, pioniere della “ricerca-azione”. La co-progettazione urbana è un processo collaborativo che coinvolge diversi attori — cittadini, pubblica amministrazione, professionisti e stakeholder privati — per realizzare progetti più inclusivi e sostenibili.
Recuperare l’esistente non è solo un gesto tecnico: è un atto di cura, un modo per restituire senso e dignità ai luoghi. È offrire una seconda vita a pietre che possono tornare ad essere architettura viva, abitata, utile.
L’architettura rurale rappresenta una componente fondamentale del nostro paesaggio agrario e boschivo. Si tratta di un insieme di manufatti edilizi minori – cascine, masserie, stalle, fienili – che testimoniano una relazione profonda tra l’uomo e il territorio.
Nel cuore dell’Appennino Lombardo, lungo il margine meridionale della Lombardia, oltre il fiume Po, si estende una delle aree più affascinanti e poco conosciute della regione: l’Alto Oltrepò Pavese.
Da nord a sud, il territorio italiano racconta storie diverse, stratificate nel tempo. Una delle espressioni più affascinanti dell’architettura rurale italiana è rappresentata dalle cascine della Val Padana, elementi distintivi del paesaggio agricolo lombardo.
